La Storia
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Firma dell'Atto Costitutivo
per l'Ente Autonomo per le Fiere e le Esposizioni del 23/12/1974,
da sinistra: Piero De Paolis, Notaio Rescio, Sen. De Giuseppe,
On. De Maria, il Sindaco Finizzi, il Presidente della Provincia
Grasso, Il Presidente della Camera di Commercio Barbano,
il Segretario Comunale Bellotoma |
20 maggio 1949: ecco la data di nascita della Mostra Mercato
del Commercio, della Industria e dell'Artigianato Salentino.
Erano le 21 circa quando nei pressi del Circolo Cittadino incontrai
l'amico Carmelo Faraone. Egli era eccitato come quando, solamente,
nella sua fervida mente di artista cova qualche pensiero o qualche
idea nuova ed originale. Aveva da espormi un suo progetto, che
se realizzato, avrebbe dato lustro alla nostra Città. Si
trattava di organizzare una esposizione, una mostra di prodotti
locali del nostro artigianato; di allestire, in altre parole,
una manifestazione, quasi una fiera in mianiatura, in concomitanza
con le feste patronali che quell'anno si preannunziavano imponenti.
Accolsi subito il suo progetto e ci recammo insieme a casa del
Sindaco On.le Luigi Vallone per ottenere il suo appoggio morale
e materiale indispensabile alla realizzazione dell'opera. Egli
ci accolse con la sua abituale cortesia ed espansione e quando
il mio amico Faraone giunse a metà della sua dettagliata
esposizione egli era già convinto, non solo circa l'utilità
e l'importanza della fiera, ma riteneva, stante la preoccupante
stasi del commercio, indispensabile l'attuazione dell'iniziativa
per cercare di risolvere, sia pure su di un piano locale, la preoccupante
situazione economica.
Ebbi allora la certezza che la «Mostra — Mercato»
era ormai un fatto compiuto, una altra delle tante realizzazioni
a beneficio della nostra Città.
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Documento del 1951 |
Sicuro che l'on. Vallone avrebbe assunto in pieno l'iniziativa,
come per miracolo, il prof. Faraone fece defluire, dalle sue capaci
tasche, un cumulo di progetti, una serie di disegni, fogli e fogli
di carta che contenevano appunti e bozzetti della 1 edizione di
qualla che sarebbe stata la più vitale delle manifestazioni
fieristiche della regione.
La tromba, caratteristico segno del risveglio della nostra Città,
fu assunta a vessillo della manifestazione.
Pervennero le prime adesioni, i primi consensi: in molti a Galatina
furono a capire l'importanza e l'utilità della iniziativa.
Il 26 giugno 1949, nelle ore pomeridiane, tra il tripudio della
cittadinanza in festa, il Predetto Grimaldi, dopo i rituali discorsi
di auspicio e d'augurio, fra l'assordante sparo dei mortaretti,
dichiarava solennemente aperta La prima edizione.
La Mostra-Mercato del Commercio, della Industria e dell'Artigianato
Salentino era nata.
Poi venne la seconda edizione, poi la terza.., la quarta... la
quinta... la sesta ed, oggi, la settima.
Un sogno, quello di ieri, la realtà, quella di oggi.
Dal nulla è nata, perciò, questa nostra manifestazione
che nel volgere di pochi anni e divenuta una delle rassegne fieristiche
più apprezzate. E si è giunti alla settima edizione,
non in modo semplice, come dalla «storia» qualcuno
potrebbe desumere, ma con la perseveranza, con il sacrificio,
superando mille e mille ostacoli, vincendo mille controversie,
lottando contro idee antiquate che ancora hanno profonde radici
nella mente di molti industriali, commercianti, artigiani.
Considerevole è stato l'apporto dato al suo sviluppo dalla
stampa, prima regionale e poi nazionale. Dalla striminzita prima
colonna che «La Gazzetta del Mezzogiorno» ed «Il
Giornale d'Italia» dedicarono alla V mostra si è
giunti oggi all'articolo di fondo, ai titoli su due o tre colonne,
delle pagine regionali si è passati a quella nazionale.
Segno questo che la rassegna, dopo la Fiera del Levante, manifestazione
a carattere internazionale, in Puglia e Lucania è la più
importante e la più sentita, specialmente dopo che altre
manifestazioni, come la Fiera del Vino di Lecce e la Mostra Artigiana
di Fasano, hanno da anni chiuso il loro ciclo.
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Mostra-Mercato di
Galatina 1980 |
La posizione geografica di Galatina, nel cuore del Salento industre
ed operoso, fa si che la nostra città sia al centro di una
vasta sfera di interessi ed affari che trovano nella manifestazione
fieristica il campo più fertile ed ideale per lo smercio
di una vasta gamma di prodotti, per propagandare nel modo più
pratico ed efficace, i ntrovati più recenti dell'industria,
della meccanica, di tutto ciò che forma oggetto di scambi
e di commercio.
Un posto prominente ha su tutto ciò l'industria connessa
all'agricoltura, dato che tutto il sistema economico della regione
poggia sul lavoro dei campi. E questa agricoltura che solo ieri
si sviluppava mediante l'aratro e la zappa, sistemi ormai primordiali,
oggi si meccanizza e si evolve per rispondere sempre di più
alle richieste di un mercato e di un consumatore sempre più
esigenti. Macchine agricole, attrezzi, impianti per la trasformazione
dei prodotti della terra, sono ciò che destano la più
viva curiosità delle migliaia di visitatori che da ogni
parte delle Puglie convergono a Galatina. Un nome, una marca uno
slogans, letti o appresi dagli impianti di amplificazione della
Fiera di Galatina un giorno o l'altro, ritenuti dalla memoria
come in un archivio dall'ordine miticoloso e perfetto, saranno
utili ed indispensabili per orientare l'accorto agricoltore, che
ha bisogno di quella macchina, verso quella casa o quell'industria
produttrice.
La piccola industria locale del tabacco, del vino, che a Galatina
ha il centro più attivo, ha bisogno di rinnovarsi, necessità
di nuove linfe per sostenere una concorrenza che già si
fa sentire. Nuove macchine, perciò, attrezzi sempre più
pratici e precisi, impianti che rispondano in pieno al ritmo della
vita moderna: di tutto questo ha bisogno la industria salentina
e fino a quando la sorgente industria locale non potrà
soddisfare le richieste che si fanno sempre più pressanti,
è il complesso industriale del Nord che deve fornire macchine
ed attrezzi per lo sviluppo ed il rinnovamento delle nostre zone
depresse, tanto ricche di energie, ma fino ad oggi neglette per
mille e mille cause, note ed ignote, per un retaggio di atavica
arretratezza.
L'ora del Salento è scoccata e quella tromba, assunta a
simbolo della nostra più bella manifestazione, suona la
diana del risveglio, del progresso sociale ed economico.
L'artigiano salentino trova nella Mostra-Mercato il veicolo più
sicuro ed efficace per far conoscere a migliaia di consumatori,
storditi da un'assordante pubblicité che tende a polarizzare
i loro gusti verso i grandi nomi dell'industria, l'infinita insostituibile
bontà di una fiorente produzione che, nata dalla laboriosità
e dall'amore di gente umile, ha bisogno di essere conosciuta per
essere apprezzata.
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Inizio lavori quartiere
fieristico 1981 |
Gli artigiani ormai debbono capire che se vogliono sopravvivere
di fronte ai colossi dell'industria, occorre che aggiornino il loro
sistema di vendite, abbandonando la modesta ritrosia di un tempo,
per far valere assieme ai pregi della loro opera i loro diritti.
Compito primo della Mostra Mercato è quello di valorizzare
la nostra produzione, di stimolare il commercio e l'iniziativa
privata.
Il favore delle masse lavoratrici, le decine di migliaia di visitatori,
l'adesione più calda e più sincera delle autorità,
l'incondizionato appoggio della stampa, ci dicono senza ombra
di dubbio, che i termini prefissi, alla vigilia della prima edizione,
sono stati appieno raggiunti ed hanno fatto della grande manifestazione
galatinese, la più vitale, la più utile delle rassegne
fieristiche della regione.