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La fiera di Galatina

L'agricoltura é stata la maggiore risorsa per il Salento sino alla prima metà del Novecento. Le colture più diffuse e più redditizie sono la vite, l'ulivo e il tabacco, variamente distribuite lungo l'intera fascia adriatica e ionica.
Subito dopo la seconda guerra mondiale, anche il Salento risente della crisi economica, in particolare la tabacchicoltura, colpita dai bassi costi concorrenziali dell'area balcanica. Mentre la viticoltura rinasce a fatica, grazie ad una nuova cultura d'impresa avanzano nuovi settori, come la floricoltura e le colture in serra. La nuova agricoltura mette a nudo l'errata prospettiva dei grandi insediamenti industriali e petrolchimici che prima avevano dominato la politica meridionalistica nell'area pugliese. Lo spirito creativo salentino si identifica invece con la capacità di operare attraverso piccole aziende nate in parte dall'esperienza artigianale. Successivamente anche questa produzione viene via via penalizzata dall'avvento dei consumi di massa. Il nuovo boom industriale ha privilegiato la piccola e media impresa del Nord, più agile e competitiva, più vicina ai mercati europei. Oggi però si respira ancora aria di rinnovamento e di crescit in tutti i settori dell'economia.
L'iniziativa turistica costituisce ad esempio una delle più grandi risorse per il nostro territorio, essendo collegata alla fruizione di quei beni culturali che fanno del Salento un giacimento unico e prezioso. Grotte naturali come la Zinzulusa, siti preistorici come Porto Badisco, nuove scoperte messapiche, i classici monumenti della romanità e la fioritura del barocco salentino sono tesori che si sposano con l'industria del tempo libero come in nessun'altra regione del Mezzogiorno. Occorre, quindi, valorizzare la migliore offerta del Salento, cioé il suo territorio, e aprire questa provincia all'iniziativa matura del Nord che ha interesse a collegarsi con le capacità produttive e creative locali. Il Salento si propone, dunque, come terra di incontro per l'Europa, come incrocio di culture, come laboratorio di iniziative aperte al futuro dei popoli mediterranei

 
     
     
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